U curdu

A ferragosto, quando il caldo trasudava dalle pietre, sono andata a trovare Sara ad Amaroni, in Calabria. Quando lei mi ha proposto di fare un salto a Riace ho esultato di gioia dall’idea di tornarci. A Riace ci ero  già stata l’anno precedente. Non per vacanza, visto che non ne conoscevo nemmeno l’esistenza ma per lavoro. A dir la verità non sapevo nemmeno dell’esistenza di Mimmo Lucano. Mimmo chi? E chi lo conosceva Domenico Lucano detto “u Curdu”. Credo fossero in tanti, l’anno scorso, a non conoscerlo. Ho avuto l’onore di conoscere Riace sul set della fiction  Tutto Il mondo è Paese,  grazie a Beppe Fiorello che ha avuto la curiosità di scoprire da vicino chi è Mimmo Lucano per poi raccontare la sua storia attraverso il  linguaggio delle immagini con la regia di Giulio Manfredonia.

Monti selvaggi

Appena sono ritornata a Riace, dopo aver viaggiato in macchina con i miei amici da Amaroni, i ricordi di quel mese di lavoro riaffiorarono alla mia mente. Ho avuto il tempo di godere il paesaggio di monti selvaggi  assieme a Giuseppe Frisina, Cecè e Sarah Laura Raimondi.

Aspettiamo con fiducia

Arrivati al paese  mi sono recata subito in quel bar dove ho trascorso, con gli altri colleghi, i momenti di pausa tra una ripresa e l’altra. Mi hanno detto di aver  visto Corrado Fortuna e Daniela Marra passati anche loro per Riace di recente. Mi hanno chiesto di Souleymane Julo, Lara Okwe, Carlo Gallo, Rita De Donato, Sargis e Marine  Galstyan attori che hanno popolato quella piazza durante la realizzazione della fiction. Ed infine mi hanno chiesto se l’Italia avrà mai modo di vedere su Rai uno  Tutto il mondo è paese. Ho alzato  le mani dicendo un “bho!!! Aspettiamo con fiducia”.

Piccole donne crescono

Proprio in quel momento è arrivata  la piccola Denise con un pò di fiatone e dopo il tempo necessario per riconoscerci ci siamo persi in baci e abbracciarci prima di avviarci assieme nella piazzetta di Donna Rosa dove era in atto lo sciopero della fame.

Identità interculturale

In lontananza ho intravisto Lem Lem  e man mano che mi avvicinavo lei mi scrutava dalla testa ai piedi facendo fatica a riconoscermi per via delle treccine chilometriche che mi ero fatta fare in testa, subito dopo ci siamo abbracciate scoppiando in un riso improvviso. Ho notato che anche lei aveva le trecce in testa ma lei sue erano bionde. Mi ha parlato in amarico e io le ho risposto ciancicando nella stessa lingua. Ciancico perché a differenza di lei, sono cresciuta in Italia da quando ero bimba e l’amarico un pochino me lo sono dimenticato o forse non l’ho mai parlato bene. Ma Lem Lem mi ha  guardato ammiccando e  rincuorandomi che in fin dei conti il mio amarico non è poi cosi male. Certo potrei parlarlo meglio ma diciamo che me la cavicchio. Le ho promesso che mi ci sarei messa d’impegno per migliorare il mio amarico. Affianco a Lem Lem c’era la sua amica Abeba che si è intromessa nel discorso dicendo:

“E’un classico che voi figli cresciuti in Italia non sappiate parlare la lingua di origine.  Mia figlia ciancica l’amarico come te e io mi sforzo ogni giorno per insegnarglielo al meglio “

Incontri con le origini

Sono loro a ricordarmi l’odore di mia madre, dei mie zii e cugini riconducendomi alle mie mezze origini. Lem Lem d’istinto ha preso lo stereo per mettere un pò di musica per poi iniziare a ballare lo Eskista, la tipica danza etiope. Seguivo il ritmo con le spalle imitando i suoi i movimenti spediti e sciolti mentre sentivo dirmi“ Brava vai avanti cosi. Fai vibrare quelle spalle” e io rispondevo “ Visto! Almeno la danza mi è rimasta un pò nel sangue”. Anche gli altri iniziarono  a ballare in cerchio e una voce che intonava “il grido di gioia” ci incitava a non smettere fino al tramonto del sole.

Attimi rubati

Giuseppe Frisina era li che estasiato osservava e fotografava con Cecè e Sara- Laura Raimondi per catturare quei attimi, unici e rari, che si vivono solo in posti magici come Riace dove Tutto il mondo è un paese. Tra chiacchiere, risi e scherzi mi sono sentita totalmente a mio agio. Sono in Italia, un paese a cui appartengo ma a Riace ho ritrovato anche l’altra metà, l’altro paese che ho sempre percepito estraneo e lontano da me.

Tra tutto il mondo

Il sindaco Mimmo Lucano era seduto sul muretto con Antonio Petrolo. Aveva un’aria quasi meditativa. Mi sono avvicinata per stringergli la mano ed esprimergli la mia ammirazione. Era contornato da bambini, donne e uomini che provengono dalla Palestina, dal Sudan, dall’Etiopia, Afganistan, dalla Somalia,Nigeria,  Libano, Kurdistan ecc.

Scatta il primo scatto

Tra loro c’ era il piccolo Haman tanto bello da non poter fare a meno di prenderlo in braccio e riempirlo di baci su quelle guancia morbide. Quando Cecè ha iniziato a fotografarlo la sua curiosità è stata catturata dalla macchina fotografica che rigirava tra le sue mani scrutandola nei minimi dettaglio per capire come funzionasse finche  “ Clic”  scatta il primo scatto.

Colpo di fulmine

Per Haman è amore a prima vista. Ha  Iniziato a scattare fotografie all’impazzata in tutti gli angoli  di quella piccola piazza con Cecè  che gli correva dietro divertito, fin quando una bimba si è avvicinata e gli rubato dalle mani la sua amata macchina fotografica e a quel punto lui si è messo in posa. Lo abbiamo tutti intuito che, forse,  scattare foto sarà il futuro hobby di Haman o chissà  la sua futura professione.

Voci timorose

Tante voci hanno detto che tutto quest’armonia ben presto cesserà. Attorno a me osservavo i messaggi scritti a mano in pezzi di fogli, alcuni da Mimmo Lucano stesso, attaccati al muro da quando lo sciopero della fame aveva avuto inizio.

Al femminile

“Sono stati tolti tutti i fondi. Ci  toglieranno anche lui, Il Sindaco Mimmo Lucano. Non hanno capito che il suo animo è davvero pulito. Senza lui tutto questo finirà”

Sentivo dire dalle persone che mi circondavano  prima che una signora ha proposto una foto tutta al femminile con Mimmo Lucano al centro.

Giornata memorabile

Questa è stata per me una  giornata memorabile. Riace è magica. Riace e priva di aggettivi che possano descriverla perché  solo stando sul posto si può capire che cos’è Riace. Grazie Mimo Lucano.

Share This