GIORNO 1

Non so se a voi è successo la stessa cosa ma all’inizio di questa folle situazione di lockdown, quarantena, isolati ma non soli,  uniti si può vincere, io resto a casa, andrà tutto bene, insomma chi più ne metta, mi è scattata la mania di rastrellare tutta casa. Ho buttato tante di quelle cianfrusaglie inutile liberandomi da attaccamenti che magari mi portavo appresso da anni. Dopo aver lucidato  casa, anche negli angoli più irraggiungibili, tanto da aver avuto l’acido lattico per tre giorni, sono passata alla mente chiedendomi se ci fossero aspetti della mia vita passata da gettare e altre, invece, da apprezzare e mettere in risalto. Ho messo apposto le fotografie in un nuovo album fotografico ripercorrendo i momenti salienti della mia vita.

Mi è capitata per le mani questa foto. Avevo 14 anni e in quel particolare momento stavo vivendo attimi di tanta leggerezza e felicità. In quel momento infatti stavo assaporando una nuova esperienza nella mia vita: Avevo scoperto l’amore. Si dice che il primo amor non si scorda mai. A pesarci bene tutte le prime esperienze rimangono impresse dentro di noi e infatti sono quelle che ricordo maggiormente.

 

Frammenti di Felicità

Lui si alza a mettere della musica a basso volume quando siamo nel suo appartamento a bere un po’ di coca cola con il ghiaccio. Felice e sereno si risiede affianco a me sul divano.

  • Sai che avrei dovuto avere una sorella. Mia madre mi parla spesso di lei.

Lo ascolto senza dire nulla. In realtà conosco già quella storia. Pà mi aveva raccontato che Nelly e Tony, avevano avuto una figlia prima di Emy ma che, non so per quale motivo, non era sopravvissuta nemmeno ad un anno di vita.

  • Chissà come sarebbe stato avere una sorella.
  • Non è bello essere figlio unico? Hai tutta l’attenzione su di te.
  • E’ proprio quello il problema. Che ogni tanto i miei non mi danno tregua. Hanno tante aspettative e investono tutto su di me. A volte diventa soffocante e poi non so, mi sarebbe piaciuto avere qualcuno accanto. In ogni caso non posso lamentarmi. Non mi hanno mai fatto mancare nulla. Mi sento fortunato solo per aver girato mezzo mondo in barca a vela e avere conosciuto te.

Mi dice voltandosi e rimanendo a guardarmi. Mi guarda il naso, la bocca, i capelli e io sorrido lievemente  dall’imbarazzo.  La sua mano si fa sempre più vicina alla mia sfiorandomi le punte delle dita quando gli dico,

  • Chissà, magari ci saremo comunque incontrati  qui in Italia.
  • A me piace il fatto che ci siamo conosciuti in Sudan, tra il mar rosso e il deserto.

Rimaniamo a lungo tempo in silenzio quando avverto la sua mano poggiarsi sulla mia e osservo quelle dita bianche, in contrasto con le mie nere, che si intrecciano, si accarezzano, si afferrano per poi sciogliersi, ritrovarsi nuovamente e ristringersi forte.  Non so perché fuggo da quello sguardo che mi cerca continuamente quando tento di contenere il mio stato sovraeccitato. Quell’agognato desiderio di essere baciata ora mi fa paura. Gli occhi mi si inumidiscono quando sento la sua voce, di una dolcezza inafferrabile che mi sussurra,

  • Posso baciarti?

Vorrei esprimergli l’incontenibile desiderio che ho di lui, ma non riesco a dire nulla. Il mio corpo rimane statico mentre accenno un sorriso che mi scivola subito via.  In quell’attimo eterno in cui il suo volto si avvicina al mio, sento il mio cuore pulsare in ogni parte del mio corpo e quando le sue labbra si posano sulle mie, con un gesto istintivo mi ritraggo indietro.

  • Non ho mai baciato nessuno.

Mormoro guardandogli il mento, lui sorride mentre inizia a darmi piccoli bacetti partendo dalle guancia, raggiungendo i bordi della bocca per poi giungere sulle mie labbra.  Un bacio profondo. Come il blu oltremare. Un bacio morbido, romantico poi d’improvviso selvaggio quando sento la sua lingua che si attorciglia alla mia per poi tornare tenero e dolce. Non si staccano più le nostre labbra, si rincorrono sorridenti. Si ferma e beve dal bicchiere, facendosi scivolare il ghiaccio in bocca, con l’altra mano prende delicatamente il mio mento, avvicinando le mie labbra alle sue, mi passa il ghiaccio e iniziamo a giocare facendo a gara a chi riuscisse a tenerlo di più.

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